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Molta acqua è passata sotto i ponti dalla prima volta
che abbiamo sentito parlare di Rosania Fulgosio, la giovane donna
che nel '200 sarebbe stata murata viva dal marito Pietrone da
Cagnano in un luogo nascosto nelle fondamenta del castello di
Gropparello per punizione di un suo tradimento con Lancillotto
Anguissola, antico amore di gioventù, e il cui spirito
si aggirerebbe ancora tra queste mura, facendo udire i suoi lamenti
nelle notti di tempesta. Molta aqua è passata in tutti
i sensi. E' passato del tempo certo, ma soprattutto ci è
passata davanti agli occhi una sequenza di fatti sconcertanti,
inspiegabili, che dal nostro stato iniziale ci hanno portati alla
certezza odierna: Rosania Fulgosio è realmente esistita,
ha incontrato tra queste mura quella morte orribile, e la "camera
maledetta" in cui il suo atroce destino si è compiuto
esiste tutt'oggi, inviolata, in un luogo ben nascosto nelle fondamenta
del castello, e racchiude ancora le ossa dell'infelice. Ma c'è
una realtà forse più sconvolgente: di Rosania Fulgosio,
morta nella sua cella scavata nella roccia più di sei secoli
fa, il castello di Gropparello non contiene solo le ossa …
Qualcos'altro di lei sopravvive, legato a questo luogo, e si manifesta
in molte occasioni, anche in forma visibile; questo principio
immortale, cosciente di sé e della propria condizione,
sembra cercare un contatto con i vivi che ora occupano quella
che è stata un tempo la sua dimora, e chiedere insistentemente
un aiuto per trovare la sua pace … E intanto questa "presenza",
per svariati motivi e sotto molti aspetti, è divenuta una
parte importantissima della nostra esperienza a Gropparello, anzi,
forse la vera protagonista di tutta la nostra vicenda. Così
un giorno, ho deciso di mettere per iscritto la nostra storia
e raccontare tutto quello che ci era capitato…
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Il primo progetto era stato una cronaca, un resoconto
schematico che esponesse in ordine di data i vari fatti, quasi un
promemoria per non scordarcene mai e per lasciare una testimonianza.
Ma poi ho considerato una cosa: per noi non sono stati solo dei
fatti; noi abbiamo provato delle emozioni, dal primo momento in
cui siamo venuti a conoscenza di questa leggenda, credendoci e non
credendoci, ai primi fatti apparentemente inspiegabili che ci sono
capitati, a cui tentavamo assolutamente di dare spiegazioni razionali
che non c'erano e non ci potevano essere, al lento e graduale svelarsi
di questa presenza attraverso indizi, segni, messaggi sempre più
chiari, evidenti, inequivocabili, fino alla rivelazione di una realtà
incredibile. Ci siamo di volta in volta incuriositi, preoccupati,
spaventati, commossi; abbiamo sperato, temuto, sofferto e siamo
stati felici. E la cronaca trasmette i fatti, non le emozioni che
a questi sono legate, che hanno coinvolto me personalmente, mia
moglie, le nostre figlie, i nostri parenti, e più o meno
direttamente molte altre persone. Quindi a preso corpo poco a poco
una diversa idea: che cosa può trasmettere, oltre ai fatti,
anche le emozioni? Un romanzo. Ed è nato questo libro, che
racconta esattamente i fatti che ci sono capitati, così come
li abbiamo vissuti, le atmosfere in cui questo è capitato,
e cerca di far partecipe il lettore dei nostri stati d'animo in
quei momenti. In questo romanzo, noi… siamo noi, come il
lettore ci può trovare e conoscere se viene visitare il castello,
anche se ho utilizzato nomi di fantasia proprio per staccarmi dall'idea
di una pura e semplice cronaca; e sono altrettanto veri tutti gli
altri personaggi, ed i loro ruoli nella vicenda, per quanto davvero
romanzeschi possano talvolta apparire. Anche gli avvenimenti esposti
sono tutti rigorosamente veri: chi non accetta realtà trascendenti
potrà tentare di spiegarli come più gli piace, e se
vorrà potremo anche discuterne, ma non li può negare:
quello che io ho raccontato è avvenuto, e spesso i testimoni
non siamo noi direttamente, o non solo noi.
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Presentazione
Il magico mondo incantato del Castello di Gropparello e delle sue leggende rivive attraverso le illustrazioni fiabesche di Chiara Gibelli.
Chiara e Francesca attuali giovani castellane di Gropparello tramandano così l’antica leggenda e approfondiscono in modo semplice la vita nel castello medievale, arricchendo lo studio con un gioco didattico che aiuta i ragazzi a memorizzare meglio usi e costumi di un’epoca ricca di grandi cambiamenti che ancora oggi affascina sia i grandi che i piccini.
La leggenda illustrata di Rosania Fulgosio, castellana del 1200 murata viva dal marito, è il pretesto che offre lo spunto a degli approfondimenti sulla vita nel castello medievale.
A corredo del libro è stato creato un gioco.
Presentazione del gioco

La metodologia delle attività didattiche tipiche del Castello di Gropparello, si ritrova anche nella pubblicazione di questo libro, per il
quale il progetto didattico ha previsto a corredo degli approfondimenti sul Medioevo un gioco che i ragazzi potranno fare da soli o in gruppo per
ricreare delle storie alla corte del Castello di Gropparello, focalizzando quanto approfondito con la lettura, attraverso la memoria visiva.

Il gioco prevede che attraverso la loro creatività e le conoscenze acquisite leggendo il libro, i ragazzi costruiscano delle storie medievali posizionando le figurine dei personaggi all’interno del castello in maniera logica e pertinente con la storia creata e appropriata ai ruoli che ciascun personaggio ha avuto nella storia medievale. Vince chi riesce a liberarsi di tutte le sue figurine posizionando tutti i propri personaggi in maniera appropriata. |
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