I Banchetti tra Rinascimento e Barocco – una visita guidata scenografica con laboratorio di cucina per le scuole

Ottobre, mese della caccia e della preparazione all’Inverno…

Nel castello lo scalco del Conte, assieme al cuoco e ai servi più qualificati, si dà un gran da fare per la preparazione di un banchetto molto speciale: il conte Anguissola cenerà con la contessa madre, e per lei, fra i fasti rinascimentali e barocchi…

ha in serbo una tavola  spettacolare!

Un cuoco d’accezione verrà interpellato per l’occasione:

si tratta di Carlo Nascia, cuoco dei Farnese nel Ducato di Parma e Piacenza.

E allora tuffiamoci insieme in questo viaggio fantastico, alla scoperta di un mondo complesso e straordinario come quello della tavola antica.

Vi aspettiamo!

Gropparello apre le cucine e le sale alla Tavola dei Re, e nella settimana successiva gli allestimenti, senza più le rappresentazioni viventi, restano da sfondo alle visite guidate specialistiche sul tema del cibo e della tavola antica, fatte dai proprietari, che sono i principali protagonisti di questi esperimenti e ricerche storico-gastronomiche. 

Assieme all’attività della pigiatura con relativa spiegazione storico-didattico-antropologica sul vino attraverso i secoli, questo percorso si inquadra nel contesto del lavoro del Castello di Gropparello sul cibo, le tradizioni legate ai cicli della natura, i sentimenti collegati ad esse, l’immaginario che ne scaturiva, i miti, i simboli, le figure allegoriche… l’obiettivo è creare una forte coscienza culturale legata ai sensi, ai sapori, ai profumi delle terre, all’ identità legata al paesaggio e alle risorse tipiche, nell’ottica di un’integrazione fra culture diverse che metta tutti a confronto a tavola, mostrando la ricchezza e l’importanza di ciascuna cultura. Il diverso come dono e ricchezza. Il proprio come tradizione da preservare e tramandare per poter conservare e consolidare un’integrità che ci renda tutti più forti e consapevoli delle nostre radici e del nostro presente. 

Abbiamo sviluppato un’attività didattica  per le scuole incentrata su questo evento che può essere prenotata per il periodo dal 9 al 14 ottobre  

Fortemente consigliato a tutte le classi, dalle primarie alle superiori. 

LEGGI E STAMPA L’ATTIVITA’ DIDATTICA

Alla Tavola dei Re il banchetto tra rinascimento e barocco

VISITE GUIDATE SPECIALI PER PRIVATI E GRUPPI DI ADULTI

“Alla Tavola dei Re: L’arte del Banchetto tra  Rinascimento e Barocco” dal 9 ottobre al 14 ottobre tutti i giorni ore 11:30 e 15:30  

In questo contesto storico proponiamo la ricostruzione di un banchetto immaginato da noi, in tono con i fasti preziosi ed esclusivi delle grandi casate rinascimentali italiane. Quest’anno si introduce l’elemento storico del cuoco dei Farnese del quale ricostruiamo alcune ricette, i procedimenti, le scenografie e le architetture del gusto intriganti e stravaganti -tipiche dell’epoca e del contesto culturale- con un’attenzione particolare alla veridicità dell’esperienza, corredata di suoni, profumi e azioni vere, messe in scena dai nostri appassionati attori e ricercatori per ritrovare tutta la straordinaria e caotica energia che ferveva dietro a simili avvenimenti. Una cucina all’opera, servi, capocuochi, fornai, pastaie e macellai. Le carni ad arrostire sul fuoco del camino, i bambini che giocano fra i sacchi di provviste e che sgranano i fagioli; lo stridore dei coltelli, le urla, le risate, gli ordini sbrigativi dati ai garzoni… Il cibo cuoce e si trasforma. Il lardo a rosolare nei tegami, le cipolle lessate che si mescolano ai formaggi molli, alle spezie, ai tuorli d’uova, e si adagiano sulle sfoglie burrose pronte per essere cosparse di zucchero e infornate. Aromi che si sprigionano dal taglio delle carni, delle torte caramellate, dei pani fragranti e farciti.. vapori profumati e succulenti tutti frutto della terra fertile del buon Dio e della fervida fantasia nutrita di miti e leggende e affinata in secoli di esperimenti passati ad assaggiare pezzo per pezzo ogni angolo del creato. Perché la fame non è solo una necessità, ma è un lusso prezioso al quale solo l’uomo ha saputo dedicare genio e fantasia.

La Tavola dei Re è un evento al quale lavoriamo ogni anno da quasi vent’anni. Parallelamente alla rievocazione annuale, si svolgono studi, ricerche e ricostruzioni di ricette e usanze che vanno dal Medioevo al Rinascimento al Barocco. Lo studio su Nascia, il suo tempo e la figura di cuoco di quest’epoca, con la ricostruzione e l’esecuzione curata di alcune ricette e delle scenografie prescritte per esse, sono la novità di quest’anno. Siamo profondamente affascinati, stupiti e conquistati dalla grandissima valenza culturale e artistica del cibo, della sua preparazione e della sua messa in scena nelle varie epoche. Il cibo si eleva fino a livelli inimmaginabili, divenendo rituale, opera d’arte, medicinale, tradizione, identità, eredità tramandata. Basti pensare ai vini, alla madre dell’aceto, a certi cibi fermentati o al lievito madre che si tramandano viventi di generazione in generazione.

Cuochi e decoratori all’opera per la Tavola dei Re

Il cibo è cultura, in tutti i sensi. È storia, è legame col territorio, è talento nel sopravvivere (quando si tratta di individuare, affinare e tramandare metodi di conservazione che con l’evolversi della conoscenza ampliano sempre più la capacità delle dispense e svincolano l’uomo dal dramma dell’inverno). Non è da oggi che parliamo di prodotto tipico, di tradizione culinaria, di ricette segrete. Ogni alchimia ben riuscita è una conquista, un tesoro inestimabile. Un libro di ricette è una miniera di informazioni preziose, e le combinazioni sono infinite, come le stelle nel firmamento. Ognuna brilla di luce propria, ognuna è un dono mistico capace di stimolare i sensi, di curare il corpo e l’anima, di stimolare la fantasia. Gli antichi lo sapevano. E noi lo stiamo riscoprendo, andando a caccia di segreti svelati e strappati alla polvere del tempo, per riportarli al nostro naso, bocca e occhi.

Se guardo la Gioconda non posso fare a meno di pensare che quella è un’esperienza che posso sentire di avere in comune con Leonardo da Vinci, o con Francesco I. Qualcosa che è entrato nei loro occhi è entrato anche nei miei, nonostante il divario spazio- temporale; questa è una magia, un miracolo, uno strappo alla severità del tessuto del tempo. Se cucino una ricetta di Nascia esattamente come lui ce l’ha tralasciata, compio lo stesso salto, lo stesso miracolo. Ed ecco che un nuovo tessuto di fili invisibili crea nuove e sorprendenti architetture di emozioni che toccano uomini che altrimenti non si potrebbero mai toccare, mai incontrare, nè conoscere.  Non è un’opportunità eccezionale e miracolosa?

Vi aspettiamo!

 

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